Archive for Ottobre, 2008

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8 Dicembre 2008: Lunedí!

Questo significa che ci sono (almeno per la gran parte dei lavoratori) 3 giorni liberi, tre giorni di vacanza a metá Dicembre.

Una volta sarebbero stati utili per una sciata sulle prime nevi invernali, negli ultimi anni peró la mancanza quasi cronica di neve su Alpi e Appennini ha cambiato un po’ le abitudini degli Italiani. Grazie infatti alla crescita dei voli low cost (e nonostante il caro-carburante), sempre piú persone decidono di trascorrere i weekend e i ponti in cittá straniere, ormai diventate piú raggiungibili, in termini di tempo e spesa, delle vicine cittá italiane.

Cosí oggi, andare per esempio a Barcellona con un buon anticipo (ma a volte anche solo due settimane), puó costare 5 euro, tasse incluse. Sembra fantascienza ma é la realtá, come molti ormai sanno. Sulla capitale catalana viaggiano ormai molte compagnie low cost che la collegano praticamente a tutta europa. Per fare un esempio, dall’Italia la si puó comodamente raggiungere da Bologna, Cagliari, Bergamo, Pisa, Roma, Torino e Venezia con Ryanair, alle quali si aggiungono Napoli e Verona con Clickair, Bari con Myair. Come se non bastasse, la cittá é servita anche da Air Berlin e Vueling che completano l’offerta low cost. A questo punto, sta solo al turista trovare la giusta offerta per un weekend a basso costo e ad alto divertimento. Partendo quindi il Venerdí sera, e tornando l’8 Dicembre, Lunedí, si possono fare due giorni pieni nella cittá catalana, che non sono abbastanza per conoscere la cittá, ma sufficenti per gustarne l’atmosfera, vivere la movida notturna o scoprire le incredibili creazioni del famoso Gaudí, passeggiare tra le ramblas, nel parco Güell, sul lungo mare di Barceloneta (magari mangiando pesce in uno dei molti ristoranti sul mare) o ancora godere della vista dall’alto della cittá, dal Tibidabo o dal Montjuïc.

Insomma, due giorni veramente pieni di cose da fare. E con 5 euro (bé, se si é fortunati chiaramente), ne vale davvero la pena.

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Musei a Berlino

La cittá di Berlino ospita 152 musei. Gran parte di questi si trova nell’ Isola dei Musei, un luogo dichiarato Patrimonio dell’ Umanitá dall’ UNESCO che si trova nella parte nord dell’ Isola Spree tra Spree e il Kupfergraben. Giá nel 1841 la si chiamó “distretto dedicato all’ arte e alle antichitá” per un decreto reale. Quindi, l’ Altes Museum (Museo Antico) nel Lustgarten, che mostrava il busto della regina Nefertiti, il Neues Museum (Museo Nuovo), l’ Alte Nationalgalerie (Antica Galleria Nazionale), il Museo di Pergamo e il Museo Bode si eressero lí. I nomi degli edifici non corrispondevano necessariamente con il contenuto delle collezioni che esponevano.

Ad ogni modo, al di fuori del distretto dell’ Isola dei Musei, ce ne sono molti altri. La Gemäldegalerie (Galleria di dipinti) contiene molte pitture degli “antichi maestri” dal secolo XIII al secolo XVIII, mentre la Neue Nationalgalerie (Nuova Galleria Nazionale, costruita da Ludwig Mies van der Rohe) si specializza nella pittura europea del XX secolo.

Nella primavera del 2006, si riaprí l’ ingrandito Museo Tedesco della Storia (Deutsches Historisches Museum) nella Zeghaus con una esposizione dedicata alla storia tedesca durante la caduta del Muro di Berlino nel 1989.

Nel Museumszentrum Berlin-Dahlem (distretto di Dahlem) ci sono vari musei d’arte e cultura internazionale, come il Museo dell’ Arte Indio, il Museo dell’ Arte dell’Asia Orientale, il Museo Etnologico, il Museo delle Culture Europee, nonché il Museo degli Alleati (un museo sulla guerra fredda) e il Museo Brücke (un museo d’arte).

Altri Musei:

  • Bauhaus-Archive: é un museo di Architettura
  • Checkpoint Charlie: uno dei punti critici del Muro di Berlino. Il museo, che é un negozio privato, esibisce materiale su quello che la gente fece per passare il Muro.
  • Museo Tudesco di Tecnologia a Kreuzberg: ha un’amplia collezione di artefatti tecnici storici.
  • Museo Egizio di Berlino: sull’altro lato della strada rispetto al Palazzo di Charlottenburgo, ospita una delle piú importante collezioni mondiali di oggetti dell’ Antico Egitto.
  • Museo Erótico Beate Uhse vicino allo zoo: Forse il museo erotico piú grande al mondo.
  • Museo Humboldt di Storia Naturale vicino alla stazione di Berlino: espone il dinosauro ricostruito piú grande del mondo e il miglior esemplare esistente di archaeopteryx.
  • Museo Giudaico di Berlino: tiene una mostra permanente di due mila anni di storia germanico-giudea
  • Museo della Stasi, a Lichtenberg, sulle origini del Ministero di Germania per la sicurezza dello statu (Stasi)
  • Museo Storia di Berlino: combina nuove tecnologie audiovisuali con la storia della cittá. Si puó anche visitare uno dei 23 bunkers sotteranei che rimangono nella cittá.

Se invece siete interessati a Barcellona, date un’occhiata a questi tre famosi musei. Se andate nella città catalana, sono sicuramente un must.

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Barcellona! Famosa per Gaudì, Picasso e Miró, giusto? Qualcuno peró conosce anche Pablo López, Martín Carra e Guillermo Soria? La risposta, molto probabilmente, è no. No, a patto che non siate degli esperti di arte urbana o li conosciate personalmente. Questi sono i nomi da tenere a bene a mente in quanto sono loro che oggi, stanno trasformando la scena dell’Arte moderna a Barcellona.

Mai notato i numerosi graffiti in giro per la cittá? Se siete stati a Barcellona è molto probabile. Sia chiaro peró che la principale ragione di questa massiccia presenza non è che la cittá è in mano ai vandali, pronti ad imbrattare qualsiasi cosa con le loro bombolette spray. Il motivo è un altro: nella capitale della Catalogna viene esplicitamente lasciato spazio a questi lavori in quanto considerati, in tutto e per tutto, opere d’arte.

Purtroppo peró è inevitabile, come succede in tutte le grandi cittá, che accanto a questo ci sia anche un problema “tag”, le firme che alcuni writer appongono qui e lì in giro per la cittá. Questo è il motivo principale per cui i proprietari di alcuni negozi cittadini hanno iniziato a commissionare l’esecuzione di graffiti e murales ad hoc per le proprie serrande. Con l’intento proprio di mettere lo stop alle tag sulle saracinesche, giocando sul fatto che il “codice” dei graffitari impone, infatti, il divieto ad apporre tag e scritte sulle opere altrui.

Questa iniziativa non è passata senza polemiche in quanto, secondo alcuni, pagare persone affichè realizzino questo tipo di murales è una autentica forma di “condono” al vandalismo. In passato, in effetti, questi artisti erano dei “vandali” nel senso che piú di qualcuno è stato costretto a pagare multe ed ammende varie, colto dalle forze dell’ordine ad “imbrattare” muri e spazi pubblici. E’ anche questo il motivo che li ha spinti a indirizzare la propria passione verso attivitá piú redditizie, mettendo il loro enorme talento al servizio di chi lo sa apprezzare. In questo modo ci guadagnano tutti: i talentuosi aritisti sono ricompensanti e posso esercitare il proprio hobby non piú nell’illegalitá. I padroni dei negozi non si devono piú preoccuapre degli atti di vandalismo e attirano anche maggiore attenzione sulla propria attivitá.

In questo sito è possibile trovare esempi di questo tipo di arte urbana: http://www.decoracion-arte.blogspot.com/

Se invece sei abbastanza fortunato da poter viaggiare sino a Barcellona e se interessato a questo nuovo trend, ecco i posti da non perdere:

Poble Sec: Barramon (Blai 28)

Garcia: Freaklub (Torrent de l’Olla 156) and Bulbo (Montseny 5)

Barri Gòtic; Taller de Bicicletas La Gallina (d’Ataülf 8 ) and Fuji Sports (Ferran 44). Gran de Gracia 79 and Inopia at Tamarit 104.

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La fama di questa birreria barcellonese tipica è veramente grande e sono in tantissimi a conoscerla anche in Italia. Chiedendo qualche consiglio su che locale scegliere per le serate ad un italiano di ritorno da un viaggio a Barcellona, la risposta è sempre la stessa: “vai all’Ovella Negra!”.

Una capatina, in effetti, va fatta. Si tratta di una taverna rustica, con grandi tavolate in legno massiccio, pareti in pietra e ampio spazio a disposizione. L’Ovella Negra (in italiano “pecora nera”) è sempre popolata da giovani, turisti e studenti (molti erasmus) e l’atmosfera è allegra, vivace e chiassosa. Che cosa ordinare? La caraffa, di birra o di sangria, senza dubbio . Del resto, è facile lasciarsi trasportare e brindare (piú di una volta, attenzione…) in compagnia. All’interno si trovano anche un paio di biliardini, uno spazio per giocare a freccette e un biliardo. Tutto quello di cui c’è bisogno per una serata di divertimento.

Per chi volesse un souvenir, è possibile inoltre acquistare a pochi euro le T-shirt del locale, con il grande logo della ‘pecora nera’. Ah, altra piccola chicca: dato che all’esterno del locale non è possibile fare troppa confusione, a richiamare l’attenzione dei giovani al silenzio c’è un simpatico mimo con la faccia dipinta di bianco. Molto curioso. Occhio peró: di Ovella Negra a Barcellona ce n’è piú di una, ma la piú grande e famosa è quella che si trova molto vicino all’inzio della Rambla (scendendo, girare sulla destra in Calle Tallers e poi subito a sinistra in Calle de les Sitges).

Se vuoi vedere altri bar della movida di Barcellona, dai un’occhiata a quest’articolo.  Seguici anche su Twitter alla nostra pagina http://twitter.com/ohviaggio

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Un nuovo sondaggio lanciato da Lonely Planet e riportato da numerosi quotidiani europei sta facendo grande scalpore. La domanda è semplice: qual’è la vostra cittá preferita? Se non è facile indicare all’unanimitá la numero uno, sembrerebbe invece piú agevole stilare le top 10 delle piú gettonate, includendo ad esempio Parigi, Roma, Londra, New York o Barcellona. E invece l’esito è stato sorprendente.

La cittá piú amata in assoluto, signore e signori, pare esser Zurigo! La cittá svizzera supera insomma nelle preferenze le grandi capitali europee e mondiali. Ma le sorprese peró non si limitano solo alla piazza d’onore. Ecco in ordine sparso le altre cittá piú votate: Chicago, Glasgow, Shanghai, Lisbona, Varsavia, San Paolo del Brasile, Cittá del Messico, Anversa e Beirut.

Alcune riflessioni. Se in questo elenco la presenza di alcune cittá non è poi cosí strana (vedi ad esempio Lisbona e Shanghai, che sicuramente meritano una visita), l’inserimento di altre suscita piú di qualche dubbio, ancor piú se comparate con le assenti. Chicago e non New York? Glasgow e non Londra? Varsavia e non Barcellona? Curioso…

Volendo trovare una spiegazione a questa particolare classifica, una possibile puó essere quella che l’intento di Lonely Planet voleva essere soprattutto quello di indicare i progressi compiuti dalle cittá della top 10 e suggerire nuove proposte di viaggio ai propri lettori della guida. Insomma, tutti a Zurigo!

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E’ stata da poco presentata a Roma la stagione 2008-2009 dell’Auditurium Parco della Musica. Si tratta di una rassegna d’arte e cultura, nel cui ambito vengono organizzati festival, concerti, spettacoli e mostre di respiro internazionale.

Alcuni tra i piú importanti artisti della scena jazz, rock, elettronica e della canzone d’autore arriveranno nella capitale per esibirsi al Parco della Musica mentre altri autori, italiani e non, prodotti direttamente dall’organizzazione Musica per Roma, si esibiranno su palchi intertnazionali.

Il calendario è decisamente ricco: si tratta di ben 600 appuntamenti in calendario, per circa 1.300.000 spettatori complessivi. Numeri da primato per la Fondazione Musica per Roma, che è arrivata a rappresentare una delle realtá culturali piú importanti a livello internazionale.

Per quanto riguarda la programmazione della stagione al via, il filo conduttore è la multidisciplinarietá, concetto stilistico che di sicuro sará in grado di far avvicinare un pubblico sempre piú vasto. Nel cartellone convivono e si ibridano linguaggi diversi e forme espressive solo apparentemente distanti. Gli spettacoli musicali, le esposizioni e gli eventi teatrali costiutiscono un crosso over culturale, un programma unitario con un’ottica internazionale. Insomma, vale la pena consultare il calendario della rassegna e constatare con i propri occhi la qualitá degli eventi organizzati.

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Se avete visto giá questo uomo in giro per le strade di Barcellona e avete provato un po’ di imbarazzo, niente paura. Per tutti coloro che non lo sanno, il cosiddetto “Uomo nudo di Barcellona” è famoso per la sua “interessante” mise, che consiste in un cospicuo set di tatuaggi a formare un paio di mutande (sic.) e piercing assortiti a decorare il corpo nudo, decisamente nudo…

L’uomo nudo di Barcellona è uno degli argomenti caldi degli ultimi tempi su internet in materia di turismo a Barcellona. In molti lo hanno visto passeggiare di giorno di fronte alla spiaggia, lungo la Rambla o sul Montjuic. Di certo mette alla prova il pudore di molti turisti e suscita l’ilaritá in tutti coloro che arrossiscono ammirando la sua nonchalance.

Soprattutto peró, l’uomo nudo di Barcellona esercita semplicemente un proprio diritto senza commettere nulla di illegale, cosa che sarebbe successa in molti altri paesei europei. Sembrerebbe strano, ma camminare nudi per la strada a Barcellona non è un reato e così nè la polizia nè altre forze pubbliche possono farci niente.

Insomma, voi che ne pensate dell’uomo nudo di Barcellona: sarebbe piú giusto convincerlo a rivestirsi? Pensate sia giusto concedere la libertá di camminare per strada ‘come mamma ti ha fatto’? Dicci la tua…

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Dal 5 al 9 novembre 2008, Berlino diventa la cittá capitale del Jazz mondiale. Manca meno di un mese, infatti, al JazzFest 2008, rassegna a dimensione internazionale che ogni si tiene i primi giorni del mese di novembre nella capitale tedesca.

La manifestazione nacque nel 1964, nella Berlino ovest di allora e pian piano lo spirito del festival ha subito una virata sempre piú internazionale. L’influenza di Joachim Ernst Berendt, grande personalitá artistica nota addirittura con il nome di “Papa del jazz”, fu forte e la sua attivitá ha lasciato un’impronta indelebile.

L’edizione di quest’anno assieme alle successive tre, avranno quale direttore artistico Nils Landgren, che giá nel 2001 aveva ricoperto questa carica con ottimi risultati. Si tratta della persona perfetta per organizzare un evento di tale portata in quanto l’esperienza e la rete di contatti con i piú noti aritist del settore è grande. Del resto Landgren conduce sia un’attivitá da solista che una quale membro della band Funk Unit, oltre a partecipare a progetti paralleli con altri aritisti. Insomma, un personaggio di grande esperienza. L’edizione 2008 vedrá l’organizzazione di una serie di concerti tenuti da artisti di fama mondiale. Diversi palchi sparsi per tutta la cittá ospiteranno le performance, uno su tutti l’importante Haus der Berliner Festspiele. Si tratta di un teatro moderno, attivo dal 1963, e famoso anche per essere casa dell’associazione artistica e culturale Berlinerfestspiele.

Il consiglio per tutti gli amanti del jazz è quello di esserci (ecco qualche info sugli appartamenti a Berlino affittabili nei giorni del festival).

Dal 5 al 9 novembre, a Berlino, JazzFest 2008.

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Coloro che cercano ristoranti al top della gamma durante la propria vacanza a Barcellona non devono mancare di consultare la selezione dei ristoranti barcellonesi presenti nella famosa guida Michelin, la vera “bibbia” del settore.

A spiccare è uno su tutti (e non potrebbe essere diversamente…): “El Bulli”, poco a nord di Barcellona in direzione Girona, locale votato quale miglior ristorante al mondo nel 2002, 2006 e 2007. Un bel biglietto da visita, non c’è che dire. Non stupisce dunque che si tratti decisamente del ristorante piú chiacchierato di tutta Spagna. Un tale successo non puó non aver portato lo chef del ristorante (quasi) al rango di “star”. Il suo nome è Ferrán Adrià e viene considerato da molti esperti uno dei piú grandi geni del cibo di sempre.

Il menú è unico e ricco di invenzioni creative. Qualche esempo: “Caipirinha con concetrato di terragona”, “ Gamberi al naturale” e “Collinette di cioccolato”. Attenzione peró, con oltre 100 ricette innovative e varianti per ogni stagione, non siamo certi che queste preparazioni saranno disponibili al momento della vostra visita al Bulli. Non c’è poi bisogno di dire che avere l’onore di cenere in questo ristorante è piú facile a dirsi che a farsi. Il ristorante è al completo per tutto il 2008, quindi al momento si puó fare un tentativo solo sperando in qualche cancellazione. I contatti sono i seguenti: bulli@elbulli.com or Tel. +34 972 15 04 57.

Un altro ristorante a Barcellona ‘stellato’ Michelin è il “La Dama”, situato nel cuore della Avinguda Diagonal (numero 423). Il “La Dama” sa offrire un servizio fantastico e una sala meravigliosa, opera di Manuel Sayrach (1918), in un vero e proprio edificio Art Nouveau. Il capo chef Josep Salsona è l’autore di piatti spettacolari, tra cui “Piccola aragosta e insalata di mango con vinaigrette di spezie”, “Spigola suprema con fiocchi di patate e salsa di tartufo primaverile” e “Zuppa di ciliegie alla cava con gelato alla cannella”. Il direttore del ristorante Josep Bullich, da sempre al lavoro per La Dama, in un’intervista ha dichiarato che La Dama “identifica il concetto di Catalogna, che è un concetto di maestá. La cucina catalana è una delle piú importanti al mondo. Una delle piú raffinate cucine in assoluto”. Il ristorante è aperto dalle 13.30 alle 15.30 e dalle 20.30 alle 23.30 tutto l’anno. Per prenotazioni chiamare il 93-202-06-86.

Infine, il ristorante Gaig, fondato nel 1869, offre una cucina moderna ed eccitante, opera di Carles Gaig e il suo team. Carles, un vero artista culinario, rappresenta la quarta generazione di famiglia, e continua a stupire grazie alle sue ricette uniche, vincitrici anche di premi e riconoscimenti. Mangiare al Gaig è un’esperienza speciale, essendo in grado di combinare anni di squisita cucina con i profumi, la presentazione e i sapori di una cucina moderna. Gaig si trova in Carrer Aragó 214 (angolo con Aribau), telefono: 934 291 017, email: info@restaurantgaig.com

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Backpackers (e non) di tutto il mondo, orecchie bene aperte: ecco la classifica dei 10 migliori ostelli del mondo (redatta dal sito web Trifter.com). Al numero uno, l’ostello migliore in assoluto, c’è il Flying Pig di Amsterdam. Per l’esattezza quello di uptown, precisazione doverosa in quanto di ‘maiali volanti’ nella capitale olandese ce ne sono altri due, uno nella downtown e un altro vicino alla spiaggia di Noordwijk. La fama del “Flying Pig” è, in effetti, grande in tutta Europa tanto che è stato scelto da una coppia canadese addirittura quale struttura per dormire nel corso del proprio viaggio di nozze.

Al numero due una ostello di Berlino, il Circus Hostel, mentre segue a ruota il greco Pink Palace Hostel, nell’isola di Corfú.

Ecco la classifica completa:

1 - Flying Pig Uptown Youth Hostel (Amsterdam, Olanda)
2 - Circus Hostel (Berlino, Germania)
3 - Pink Palace Hostel (Corfù, Grecia)
4 - Chase The Wild Goose Hostel (Banavie, Scozia)
5 - Wood Duck Inn (Sidney, Australia)
6 - Villa Saint Exupery (Nizza, Francia)
7 - St. Catherine’s Monastery (Hostel, Sinai, Egitto)
8 - Backpackers International (Rarotonga, Isole Cook)
9 - Casa Esmeralda (Buenos Aires, Argentina)
10 - Czech Inn Hostel (Praga, Repubblica Ceca)

Un podio, insomma, tutto europeo che sommato agli altri tre ostelli in classifica fa sì che il Vecchio Continente goda di ben sei strutture d’eccellenza. Questo dato non è casuale ed è sintomo della cultura molto diffusa in Europa del viaggio in ostello, modalitá di alloggio gettonata e apprezzata non solo da chi viaggia al risparmio.

L’assenza invece di ostelli italiani dimostra come questa tendenza sia da noi ancora quasi del tutto assente e le strutture, quindi, meno curate.

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